Menu principale:
In Evidenza
Fiera di Ottobre
Antichissima è la fiera di Marcellinara che per tradizione si tiene ininterrottamente da oltre 600 anni, la prima domenica di Ottobre. Non ci sono prove documentali che certifichino la data della sua istituzione, in quanto nel tempo smarrite o distrutte, ma di sicuro ha rappresentato da secoli, per l'economia locale, un importante momento per consentire alle famiglie di approvvigionarsi per tutto un intero anno. Tutti i sacrifici e i risparmi di artigiani, donne, contadini, erano tesi a fare buoni affari nel giorno della gran fiera che coincideva con la stagione dell'autunno ultima frontiera prima del cupo e misero inverno dove solo la primavera riuscirà a dare i primi spiragli di prosperità e ricchezza ai campi e al bestiame. Questa Fiera pertanto ha dato un forte impulso alla ruralità dell'area istmica principalmente per l'importanza strategica della posizione geografica oltre che per la bontà degli scambi commerciali di merci, sementi, utensili e bestiame dove l'economia della montagna e del mare si incontrano e si fondono nel crocevia più importante della Calabria e del sud d'Italia: le colline dell'istmo Marcellinarese. La nostra fiera si colloca nel contesto generale della storia dell'Italia meridionale e pertanto possiamo affermare che possa risalire verosimilmente al periodo Angioino, anche se le fiere assunsero particolare rilevanza allor quando iregnanti che si susseguirono per premiare le città per la loro fedeltà e per i servigi resi alla corona, concessero alle fiere stesse e quindi ai feudi e alle municipalità numerosi privilegi. Tra i vantaggi di cui si giovarono molte fiere e quindi anche la nostra, ricordiamo: la esenzione di tasse e dazi,; l'ammissione ad accedere alla fiera e contrattare a persone quali turchi, infedeli, ebrei o qualunque altro popolo di diversa razza e religione senza alcun pregiudizio. Di rilevanza fondamentale furono, in questo contesto, le concessioni per real Diploma della "Pace di Fiera" che doveva garantire la tutela di ogni mercante e di ogni acquirente al fine di scongiurare liti, assassini, duelli o ogni altro sopruso. La figura incaricata di far rispettare "la pace di Fiera" era il "Mastrogiurato" ovvero nel nostro contesto, il "Capitano", personaggio che ritroviamo protagonista nella "FARZETTA 'E PASQUA", tipico esempio di spettacolo della commedia dell'arte marcellinarese dove attori locali in modo itinerante, rappresentavano nel periodo pasquale, per ogni piazzetta, via e contrada del paese la farsa con tutti i personaggi, armai archetipi, della nostra fiera.
La leggenda
Da ricordare che la fiera di Ottobre è dedicata alla Madonna del Rosario proprio a dimostrare che una fiera nel proprio territorio era come una grazie ricevuta e pertanto eterna gratitudine al re e alla Madonna. Ma per una singolare questione la fiera di Ottobre è ancora meglio conosciuta come "Fiera d'Amato" proprio per una leggendaria disputa intercorsa tra il Signorotto del casale di Amato e il Barone del feudo di Marcellinara. Tale contesa fu risolta con una particolarissima corsa che ebbe come protagonista un asino. L'animale fu fatto correre fomentato dalla popolazione, per le terre dei due casali fino a quando il suo corpo sfinito non trovò la morte, indicando con la sua povera carcassa, senza vita, il campo e quindi il casale dove fare accampare la fiera (duve scatta a ciuccia). Di sicuro la crudele fine dell'animale pare che abbia comunque impedito la morte di vite umane, visto che i signorotti con i loro seguiti, erano già pronti a duellare con spada in pugno. E' interessante ricordare il proverbio popolare marcellinarese "ALLA FERA DE L'AMATU TUTTU U MUNDU E' LIBERATU" e ricollegandoci alla franchigia, con la quale in tempo di fiera si concedeva l'accesso ad ogni persona, qualunque fosse la sua nazionalità o religione, possiamo sostenere che anche a Marcellinara, nella propria Fiera, si aprissero le mura a tutti i popoli senza discriminazioni e pregiudizi.